Gli antistaminici sono i medicinali che hanno il compito di bloccare l’azione dell’istamina, una molecola che il nostro organismo produce in eccesso durante la reazione allergica.
Questi farmaci sono disponibili sotto forma di compresse, soluzioni, spray nasali, colliri e creme per l’applicazione cutanea. A seconda della modalità di somministrazione, del tipo di molecola e della forma farmaceutica possono essere venduti con o senza presentazione di ricetta medica, ma è comunque consigliabile chiedere sempre il parere del proprio medico.
La loro azione può esplicarsi nel giro di 15-30 minuti dall’assunzione, e raggiungere la massima efficacia in 1-2 ore.
Gli antistaminici di nuova generazione hanno spesso un effetto prolungato fino a 24 ore, pertanto richiedono un’unica somministrazione giornaliera.
L’istamina agisce interagendo con alcuni recettori chiamati H1, H2 ed H3. In particolare, gli antistaminici vanno ad ostacolarne l’interazione con quelli di tipo H1, legandovisi al posto dell’istamina.
In commercio sono disponibili diverse generazioni di antistaminici, dalla prima alla terza. I più recenti presentano una maggiore affinità per gli H1 rispetto a quelli di prima generazione, e di conseguenza un minor rischio di effetti collaterali quali confusione, sonnolenza, secchezza delle fauci e capogiri.
Gli antistaminici di prima generazione in particolare, sono quelli che possono presentare più effetti secondari proprio in virtù della loro interazione con altri recettori non coinvolti nella risposta allergica. Questi farmaci infatti, sono spesso utilizzati per il trattamento della cinetosi e di disturbi del sistema vestibolare.
Tra i farmaci più noti contenenti principi attivi di prima generazione c’è lo sciroppo Polaramin, in passato utilizzato spesso come rimedio “non ufficiale” per favorire il sonno nei bambini, proprio per il suo effetto collaterale più noto, la sonnolenza.
Tuttora sono comunque utilizzati antistaminici di prima generazione all’interno di farmaci non specificamente destinati al trattamento delle allergie; ad esempio la difenidramina è contenuta nelle compresse “notte” del noto farmaco “Actigrip giorno e notte”.
Questi farmaci presentano maggiore selettività nei confronti del recettore H1 e quindi ridotti effetti collaterali.
Fra essi ricordiamo cetirizina (Zirtec), loratadina (Clarityn), desloratadina (Aerius), ebastina (Kestine) e infine ketotifene, presente sia nelle formulazioni ad uso sistemico che oftalmico.
Sono i più recenti, quindi hanno grandissima affinità recettoriale e minimi effetti collaterali. Tra questi troviamo fexofenadina (Telfast, Fexallegra) e levocetirizina (Xyzal).
È importante ricordare che, qualora si ritenesse necessario assumere un antistaminico, è sempre necessario consultare il proprio medico, in particolare:
– in gravidanza e allattamento
– in caso di affezioni prostatiche
– in condizioni di ipertensione e/o disturbi cardiovascolari
– in presenza di disturbi a livello tiroideo, renale e/o epatico
– in presenza di ostruzioni delle vie urinarie
– in presenza di glaucoma
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